Primo Maggio: biciclettata antirazzista

Il primo maggio, un lungo serpentone arancio ha attraversato il verde della ciclabile che congiunge Ferrara a Bondeno. Un colpo d’occhio emozionante dato dalle maglie indossate dalla Cooperativa Camelot che ha aderito numerosa alla biciclettata solidale organizzata dai sindacati ferraresi.

Attraverso questo racconto fotografico vogliamo far rivivere a chi c’era, ma anche a chi non c’era, questa bella esperienza.

Lavoratori, soci e dipendenti della cooperativa, e richiedenti asilo hanno trascorso assieme questa giornata di festa che ha voluto ribadire i valori dell’inclusione e della solidarietà. Pedalare gli uni accanto agli altri per circa 40 chilometri, ha permesso di conoscersi, divertirsi e distrarsi dagli affanni della vita e del lavoro.

“Il diritto a un lavoro regolare deve essere per tutti, proprio tutti” ha affermato Anna Baldoni, presidente di Camelot.

La prima tappa è stata il centro culturale Essalam, dove un ricco banchetto multietnico ha dato ristoro ai partecipanti.

“In questo modo noi riusciamo a dare un significato innovativo alla nostra festa, a proiettarci in una dimensione più moderna del modo in cui interpretiamo il primo maggio, più attenta alle nuove componenti del mondo del lavoro e a rinnovare quei valori di solidarietà da cui questa festa è nata oltre cento anni fa”. Ha detto Raffaele  Atti, segretario generale Cgil Ferrara all’arrivo della comitiva.

“Noi siamo disponibili e pronti a qualsiasi collaborazione nel rispetto di tutti i bondenesi”. Così Mohamed Himmed, presidente di Essalam ha salutato i ciclisti che poi sono ripartiti alla volta della piazza Garibaldi che li ha accolti con la banda di Scortichino e il discorso di Cristina Coletti, sindaco facente funzioni.

Presenti anche le donne dell’Udi e tanti cittadini che hanno voluto riconquistare pacificamente la stessa piazza che nei mesi scorsi è stata teatro di manifestazioni razziste contro la presenza del centro islamico, e dalla quale sono più volte stati lanciati proclami di intolleranza.
Bondeno è il più antico insediamento del territorio ferrarese, la sua è una lunga storia, per questo ha ancor di più il dovere di essere un esempio virtuoso per gli altri Comuni della provincia. Le tradizioni non si perdono, come ha affermato qualcuno, ma si arricchiscono dall’incontro con altre culture.
Una dimostrazione? Sulla strada del ritorno ci si è fermati a pranzare alla Casona, e i ragazzi provenienti da Bangladesh e Afghanistan hanno potuto assaggiare i cappellacci ferraresi, apprezzandoli molto. L’integrazione passa anche da lì.