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Progetto Casa Slavich

Nel 2010, il Comune di Ferrara e la Cooperativa sociale Camelot – Officine Cooperative hanno presentato un progetto per l'accoglienza all'interno dello SPRAR di 4 richiedenti asilo portatori di disagio mentale o psicologico.
A partire dal 2011, è stato quindi inaugurata Casa Antonio Slavich, che ospita beneficiari portatori di fragilità di tipo psicologico, derivanti dai trascorsi di persecuzione subite.

Antonio Slavich è stato uno psichiatra e collaboratore di Franco Basaglia, che ha operato a Ferrara come direttore dei servizi psichiatrici dal 1971 al 1978, introducendo un metodo di lavoro innovativo, basato sul coinvolgimento di tutti i collaboratori, medici, infermieri, assistenti e operatori sociali, dei pazienti e di tutta la società civile; questo metodo di lavoro ha significato un ripensamento complessivo della psichiatria e della cura delle persone con disturbi mentali, spostando sempre più gli interventi dalla Istituzione Chiusa (manicomio) ai Servizi Territoriali. E' con questo "sguardo" sulla realtà che la cooperativa opera in favore di richiedenti asilo e rifugiati con disagio mentale, ed è per questo che il nuovo gruppo appartamento è stato dedicato a Slavich, che così tanto ha influito nell'apertura al "diverso" e all'integrazione da parte dei soggetti pubblici e privati attivi a Ferrara.

Il progetto opera su tre obiettivi specifici: accoglienza, protezione e integrazione.

Accoglienza

Durante la permanenza nel progetto vengono garantiti ad ogni richiedente asilo un buono spesa settimanale ed un pocket money giornaliero. E' stata inoltre avviata la collaborazione con due importanti progetti (“last minute market” e “brutti ma buoni”) che garantiscono la fornitura di alimenti agli ospiti del centro di accoglienza grazie al recupero e riutilizzo a fini di valorizzazione sociale dei prodotti che rimangono invenduti presso le attività commerciali.
Il metodo di lavoro del progetto è basato sul modello di riabilitazione psico-sociale di Mark Spivak, che individua nella persona cinque aree vitali: l'area della casa, l'area del lavoro, l'area delle relazioni sociali, l'area della cura del sè e l'area del tempo libero. L'obiettivo della riabilitazione è determinare quali capacità all'interno di queste aree è necessario avere per raggiungere successo nell'integrazione sociale. Si parte quindi dall'osservazione delle condizioni cliniche, al momento dell'arrivo dell'ospite, prima negli ambiti relativi alla casa, poi allargando verso il mondo esterno. Si tratta quindi di permettere, attraverso dei programmi individuali e di gruppo, di sviluppare quelle capacità necessarie per un corretto inserimento sociale di persone portatrici di disagio mentale o psicologico. Queste persone sono infatti spesso condotte, a causa dei traumi e delle esperienze di persecuzione subite, alla convinzione di non essere capaci di intraprendere rapporti umani positivi; ciò determina la costruzione di un'immagine di sè perdente, che causa in loro molta rabbia, sia contro se stessi che contro il mondo esterno. La riabilitazione psico-sociale che il progetto utilizza tende a mettere le persone nella condizione di rompere questa sorta di spirale negativa che porta alla cronicizzazione del disturbo mentale e alla convinzione di non essere in grado di migliorare il proprio rapporto con le altre persone e con il mondo esterno.

Protezione

La condizione di chi fugge dal suo Paese per chiedere asilo e protezione non è assimilabile a nessun’altra tipologia di immigrazione. Se a caratterizzare queste persone da un punto di vista sociologico c’è la drammaticità delle storie di vita che li spingono a migrare, da un punto di vista giuridico è altrettanto evidente la specialità della normativa che disciplina il diritto alla protezione internazionale in Italia, garantito dalla Convenzione di Ginevra e dalla Costituzione (art. 10 comma 3). Per queste ragioni è di importanza cruciale un servizio di informazione ed assistenza nel disbrigo delle pratiche amministrative e legali. Gli utenti inseriti nel nostro progetto possono usufruire di una continua assistenza svolta da legali che li informano sui loro diritti e doveri e sulle diverse fasi della procedura di richiesta di protezione internazionale e compiono con loro tutto il percorso di preparazione ed accompagnamento verso la competente Commissione per il riconoscimento della protezione. I richiedenti protezione possono inoltre avvalersi dei servizi offerti dallo Sportello per il Diritto di Asilo del Centro Servizi Integrati per l'Immigrazione.


Integrazione

Durante la permanenza nel nostro progetto, gli utenti sono assisti ed accompagnati nel loro percorso di inserimento all’interno della città da diverse figure professionali. All’arrivo i richiedenti vengono accolti e sottoposti a colloqui al fine di creare una cartella per ciascun utente e costruire un piano personalizzato di intervento, viene compilato il bilancio delle competenze, il curriculum vitae e viene svolto un costante tutoring del percorso formativo e lavorativo. L'insegnamento della lingua italiana è curato dal CTP di Ferrara, in collaborazione con altre associazioni del territorio. Grazie alla collaborazione con ARCI e UISP i beneficiari godono di libero accesso ai circoli Arci provinciali, alla sala cinematografica Multisala Apollo e Boldini e ad una palestra. Per favorire gli spostamenti sul territorio e la fruizione dei diversi servizi, i beneficiari possono usufruire gratuitamente dei mezzi pubblici ATC sul territorio comunale. Al termine del periodo di permanenza nel progetto di accoglienza, viene fornito un supporto per la ricerca di un alloggio e di un lavoro che garantiscano autonomia, indipendenza e dignità.
 

CONTATTI:

dirittodiasilo.sprar@coopcamelot.org
Telefono e fax 0532/412867